… degustando degustando!

…poichè le parole sono come il vino, hanno bisogno del respiro e di tempo perchè il velluto della voce riveli il loro sapore definitivo. (Luis Sepùlveda)


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Pinot Bianco 2009 – Picéch Roberto

Azienda Agricola Roberto Picech – Località Pradis, 11 – 34071 Cormòns (Gorizia) Tel: (+39) 0481 60347

I nonni di Roberto Picéch si stabiliscono a Pradis nel 1920 dove coltivano la terra come mezzadri e ne acquistano la proprietà negli anni 60. Nel 1989 Roberto prende le redini dell’azienda di famiglia precedentemente delineata dal padre Egidio e dalla madre Jelka Sirk, trasformandola un pò alla volta nella bella ed interessante azienda dei nostri giorni.

I vigneti si estendono per circa 7 ettari su terreni come la Ponca o Ponka (marne ed arenaria), la produzione annua è di circa 30.000 bottiglie, 7 sono anche i tipi di vitigni che si utilizzano per la creazione dei vini aziendali.

Vitigni: Friulano, Malvasia Istriana, Pinot Bianco, Ribolla Gialla, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot
Vini bianchi: Friulano, Malvasia, Pinot Bianco, Collio Bianco Jelka, Collio Bianco Athena
Vini rossi: Collio Rosso, Collio Riserva Ruben

Il Pinot Bianco di Picéch, come si evince dal sito aziendale, viene vinificato iniziando con una lieve macerazione di 6 ore, una pressatura ed una decantazione statica del mosto ad una temperatura di circa 14°. Dopo il travaso e la fermentazione controllata, il vino viene affinato in vasca di acciaio con 6 mesi di permanenza sui propri lieviti.

E’ la seconda volta che mi confronto con questo Pinot Bianco. La prima volta è stata deludente, avevo più che un sospetto che la bottiglia in degustazione, in una serata dedicata ai vini Friulani, avesse dei difetti. La curiosità mi ha spinto a comprare una bottiglia dello stesso vino, anche perché ne avevo sentito parlare bene.
Sospetto confermato, il Pinot Bianco 2009 di Picéch è davvero particolare, piacevole da bere, percepito forte e chiaro nonostante un inizio di chiusura di naso da raffreddore.
Picech1
Il vino si presenta di colore giallo paglierino decisamente carico, con riflessi dorati, eccezionale la sua vivacità di colore, sembra splendere di luce propria, il suo movimento dopo la rotazione del bicchiere è abbastanza importante.

I profumi sono intensi, al quanto complessi, in evidenza sentori floreali, fruttati, minerali; fiori gialli dal profumo dolce, sentori di miele e note appena accennate di talco mentolato che prolunga a mio avviso l’intensità olfattiva del vino.

In bocca è fermo, caldo, morbido, avvolgente, si percepiscono lievi e non affatto invadenti gli aromi dolci di miele, burro, e fiori gialli percepiti già al naso, buona comunque la freschezza della bevuta su una struttura abbastanza importante e di buona alcolicità (14,5 % vol.) lievemente mascherata dalla morbidezza del vino. Finale sicuramente elegante, persistente, vino longevo.

Questa particolare interpretazione di Pinot Bianco di Picéch costa in enoteca circa 14 Euro.


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Vitovska 2009 – Zidarich

Azienda Agricola Zidarich – Loc. Prepotto, 23 – Duino Aurisina – Trieste – Tel.  (+39) 040 201223

Tra i vini macerati che mi piace bere, rientra sicuramente questa Vitovska 100% di Benjamin Zidarich.

La sua azienda è situata nel carso Triestino, circa 8 ettari di vigneti ad 280 mt s.l.m., la produzione è di 25.000 bottiglie.

La cantina di 5 piani è scavata nella roccia e si sviluppa su di una superficie di circa 1.200 metri quadrati buona parte dei quali sotterranei.

Per la fermentazione si utilizzano lieviti autoctoni e la macerazione sulle bucce viene svolta in tini aperti senza controllo della temperatura, non si effettuano filtrazioni, stabilizzazioni e chiarificazioni di alcun tipo.

L’ affinamento avviene per due anni in botti, di dimensioni medie e grandi, di rovere di Slavonia.
Zidarich_1aAl visivo si presenta nella sua veste dorata intensa, la limpidezza non è il suo punto di forza.

Al naso si percepisce una decisa mineralità, note di frutta in evidenza, che solo a tratti ricordano il sidro, percepibili anche le note agrumate.

Al palato questa Vitovska è caratterizzata da giusta alcolicità e buona freschezza, risulta essere vibrante, perfettamente asciutta e decisamente sapida, sensazione di salsedine sulla labbra nel finale.
Ottima è la bevibilità, buona la struttura e la persistenza.

Decisamente riuscita questa Vitovska di Zidarich in purezza, la temperatura di servizio consigliata è di 14°.

Zidarich2

Pagata circa 20 Euro.


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Westmalle Tripel – Il Belgio e le sue birre.

Abbazia dei Trappisti di Westmalle – Antwerpsesteenweg 496 B-2390, Malle – Belgio Tel +32 03 3129200 / +32 03 3129227

La passione delle birre la devo al fatto che ho sposato una belga di Gent.
In Belgio vado spesso, e negli anni ho avuto la possibilità di assaggiare molte birre di questa nazione, ognuna rigorosamente nel proprio bicchiere!

Nessuno sa quante siano esattamente le birre prodotte, si stima molto più di 500, anche perché per ogni etichetta di birra ci possono essere più varianti. Tra le tipologie di birra da me preferite rientrano sicuramente LE TRAPPISTE.
Queste birre sono prodotte all’interno dei monasteri, da non confondere con le BIRRE D’ABBAZIA prodotte al di fuori.
La fabbricazione di birre da parte dei frati trappisti si perde nella notte dei tempi. Oggi sono solo 7 i monasteri ancora attivi nel mondo nella produzione di birra, di cui 6 sono in Belgio, CHIMAY- ORVAL – ROCHEFORT in Vallonia, WESTMALLE – ACHEL – WESTVLETEREN nelle Fiandre, e 1 in Olanda, LA TRAPPE, tutte molto diverse tra loro.

La Westmalle Tripel definita “La madre delle Tripel” è una birra trappista davvero importante, ricca di alcol circa 9.5 % vol., di malto e di luppolo, ed è prodotta nelle Fiandre in provincia di Anversa nell’abbazia cistercense di WESTMALLE.

Al visivo si presenta con il suo colore giallo dorato, la torbidità è dovuta in parte a particelle di lievito in sospensione, normale per alcune birre come questa, nel bicchiere è evidente una bella schiuma cremosa, che invoglia la bevuta, bella e di lunga durata è la persistenza del perlage, anche se difficile da scorgere causa la torbidità della birra.

Complesso è il bouquet degli aromi, dal fruttato alle note decise di luppolo, al malto ed al leggero sentore di vaniglia.

Grande corpo per questa birra, morbida, bocca piena ed avvolgente, cremosa, grande lotta per l’equilibrio tra il dolce e l’amaro che è la sensazione predominante per questa birra e che ritorna deciso nel lunghissimo elegante finale. Prosit!

L’abbinamento ideale è con il formaggio semi stagionato leggermente sapido (simile a quello che i frati producono all’interno del monastero con latte non pastorizzato).