… degustando degustando!

…poichè le parole sono come il vino, hanno bisogno del respiro e di tempo perchè il velluto della voce riveli il loro sapore definitivo. (Luis Sepùlveda)

Westmalle Tripel – Il Belgio e le sue birre.

7 commenti

Abbazia dei Trappisti di Westmalle – Antwerpsesteenweg 496 B-2390, Malle – Belgio Tel +32 03 3129200 / +32 03 3129227

La passione delle birre la devo al fatto che ho sposato una belga di Gent.
In Belgio vado spesso, e negli anni ho avuto la possibilità di assaggiare molte birre di questa nazione, ognuna rigorosamente nel proprio bicchiere!

Nessuno sa quante siano esattamente le birre prodotte, si stima molto più di 500, anche perché per ogni etichetta di birra ci possono essere più varianti. Tra le tipologie di birra da me preferite rientrano sicuramente LE TRAPPISTE.
Queste birre sono prodotte all’interno dei monasteri, da non confondere con le BIRRE D’ABBAZIA prodotte al di fuori.
La fabbricazione di birre da parte dei frati trappisti si perde nella notte dei tempi. Oggi sono solo 7 i monasteri ancora attivi nel mondo nella produzione di birra, di cui 6 sono in Belgio, CHIMAY- ORVAL – ROCHEFORT in Vallonia, WESTMALLE – ACHEL – WESTVLETEREN nelle Fiandre, e 1 in Olanda, LA TRAPPE, tutte molto diverse tra loro.

La Westmalle Tripel definita “La madre delle Tripel” è una birra trappista davvero importante, ricca di alcol circa 9.5 % vol., di malto e di luppolo, ed è prodotta nelle Fiandre in provincia di Anversa nell’abbazia cistercense di WESTMALLE.

Al visivo si presenta con il suo colore giallo dorato, la torbidità è dovuta in parte a particelle di lievito in sospensione, normale per alcune birre come questa, nel bicchiere è evidente una bella schiuma cremosa, che invoglia la bevuta, bella e di lunga durata è la persistenza del perlage, anche se difficile da scorgere causa la torbidità della birra.

Complesso è il bouquet degli aromi, dal fruttato alle note decise di luppolo, al malto ed al leggero sentore di vaniglia.

Grande corpo per questa birra, morbida, bocca piena ed avvolgente, cremosa, grande lotta per l’equilibrio tra il dolce e l’amaro che è la sensazione predominante per questa birra e che ritorna deciso nel lunghissimo elegante finale. Prosit!

L’abbinamento ideale è con il formaggio semi stagionato leggermente sapido (simile a quello che i frati producono all’interno del monastero con latte non pastorizzato).

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7 thoughts on “Westmalle Tripel – Il Belgio e le sue birre.

  1. Da meno di 2 anni, c’é un’8-va birra trappista, é quella dell’Abbaye du Mont des Cats:
    http://belgianbeerspecialist.blogspot.it/2011/06/abbaye-du-mont-des-cats-launches-biere.html
    Da definizione una birra é trappista se e solo se prodotta all’interno dell’abazzia e il mastro birraio deve essere un monaco.
    Ho scoperto il mondo delle birre in tempi recenti, frequentando un corso di degustazione ADB, ma non ho una grande passione per le Trappiste, a parte l’Orval che é secondo me l’unica birra che ha un profumo che può sfidare il vino come complessità.
    Ho invece una grande curiosità per quelle a fermentazione spontanea, Lambic, Gouze, Kriek, Franboise…
    Ti saluto
    Fabrizio

    • Già accettare l’Olanda tra monasteri è dura ora anche la Francia???
      Preferisco pensare che tutte le trappiste siano di origine belga. Ehhh 😉 Scherzo!

      Per la definizione di birra trappista in realtà il concetto è ancora più esteso: i criteri sono i seguenti:
      •La birra deve essere prodotta all’interno delle mura di un’abbazia trappista, da parte di monaci trappisti o sotto il loro diretto controllo.

      •La produzione, la scelta dei processi produttivi e l’orientamento commerciale devono ovviamente dipendere dalla comunità monastica.

      •Lo scopo economico della produzione di birra deve essere diretto al sostentamento dei monaci e alla beneficenza e non al profitto finanziario.

      Concordo sulla particolarità delle Lambic, ricordo ancora la mia prima esperienza con la Mort Subite Gueuze (di nome e di fatto 😉 ) prodotta dalla Brasserie De Keersmaeker.

      In genere gradisco meno la Kriek con una ciliegia “da succhino” , ed anche la Fabrozen stessa storia ma con i lamponi, non mi fanno impazzire.

      Vale la pena di sentire, se ti piace lo stile delle Lambic, e se non lo hai già fatto i prodotti di questi birrifici, GIRARDIN, CANTILLON (Bruocsella Grand Cru, produce birre dal gusto estremamente secco), 3FONTEINEN, FRANK BOON (Gueze Mariage Parfait).

      P.S. Comunque non so se questa notizia dell’ottava birra trappista Francese (Abbey of ‘Mont des Cats’) è confermata! Quello che si diceva e che a breve ci sarà l’otta trappista ma in Olanda (credo sia Abbey Zundert), altri voci ancora dicono in Austria con Stift Engelszell è un bellissimo monastero 200 km a est di Monaco di Baviera / Munchen in Germania.
      Saluti
      Luigi

      • Girardin é uno dei miei preferiti, la Kriek di Cantillon é fantastica mentre non sono mai riuscito a trovare la framboise. Mentre Boon, devo dire che mi piace parecchio, ma ha un gusto molto ammorbidito in confronto agli altri.
        Una volta ho preso un lambic “pura” di Cantillon… beh io e Filippo di Statale 9 non siamo riusciti a finirla…
        Bisogna amarle, queste birre!

  2. Alla fine l’ottava Trappist sarà (è) Gregorius del Monastero Stift Engelszell in Austria.
    Ma per fregiarsi dell’etichetta “Authentic Trappist Product”, trascorreranno un pò di mesi per le autorizzazioni e verifiche del caso.
    STIFT ENGELSZELL – Stiftstrasse 6 – A – 4090 Engelhartszell – Austria
    Tel. +43 (0) 7717 80100 – Fax +43 (0) 7717 801017 http://www.stift-engelszell.at

  3. Colgo l’occasione per un quesito, visto che sei esperto di birre.
    Anch’io amo le belghe, soprattutto le scure e le golden ale rifermentate in bottiglia.
    Ho notato che, al contrario delle weizen tedesche e delle witte, normalmente consigliano di non versare il fondo nel bicchiere.
    Ho anche sperimentato le differenze e, effettivamente, preferisco la versione “pulita”.
    Tu cosa ne pensi ?

    • Ciao Daniele, non sono assolutamente esperto di birre, ne ho solo bevuto molte, moltissime e limitatamente a quelle belghe, in diversi anni di frequentazione di quella nazione.
      Questa del fondo nel bicchiere è una storia senza fine.
      Io credo che non ci si una risposta assoluta a questa domanda, il fondo composto in prevalenza da lievi sicuramente impatta sul gusto della birra a mio avviso in maniera decisa, e non sempre positiva, sono d’accordo con te.
      Spesso lieviti di qualità non eccelse sicuramente non aiutano, come anche il fatto di utilizzare sempre gli stessi lieviti delle cotte precedenti a lungo andare qualche problemino lo danno in generale ed anche al gusto della birra.
      Una parte dei mastri birrai belgi per le birre rifermentate in bottiglia non gradiscono questi sedimenti nel bicchiere alcuni altri sostengono l’esatto opposto. Booohhh!
      Io dico che quando i depositi non sono eccessivi tendo a non separali come faccio con un buon “prosecco col fondo” altrimenti li elimino perchè incidono in maniera pesante a mio avviso sul gusto finale della birra.

      P.S. Una serata di sole birre del belgio prima o poi con l’anno nuovo la organizziamo se ti fa piacere.

  4. Ottima idea, fammi sapere che vengo volentieri.
    Ciao.

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