… degustando degustando!

…poichè le parole sono come il vino, hanno bisogno del respiro e di tempo perchè il velluto della voce riveli il loro sapore definitivo. (Luis Sepùlveda)


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Spigau Crociata 2007 – Le Rocche del Gatto

Azienda Agricola “Le Rocche del Gatto” di De Andreis Fausto
Reg. Ruato n. 4 – Fraz. Salea – 17031 Albenga SV – tel. 348 2627094

Azzarderei dire in maniera provocatoria “destabilizzante” lo Spigau Crociata 2007 di De Andreis (Le Rocche del Gatto).

Spigau2007Colore giallo oro vivo, intenso, complesso, il suo bouquet spazia, dai fiori alla frutta maturi, su tutti ginestra ed albicocca, poi erbe aromatiche come timo, salvia, rosmarino ma non solo.

Di decisa impronta minerale, si fanno strada note di idrocarburi, grafite ed una lieve percezione mentolata, a seguire note ossidative e di miele (tipo di castagno).

In bocca è avvolgente, morbido di buona struttura, decisa la spalla acida che unitamente alla percezione sapida lo rende un vino di grande bevibilità, nonostante la sua alcolicità.
Finale amarognolo e di ottima persistenza.

Un vino che ha ancora strada davanti. Prosit!

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Dogliani Superiore DOCG San Fereolo 2001 – San Fereolo (Nicoletta Bocca)

San Fereolo Borgata Valdibà, 59 Dogliani (Cn) Tel. 0173 742075

San_Fereolo_2Il Dolcetto San Fereolo è prodotto con uva dolcetto in purezza proveniente da vigne vecchie dai 40 ai 70 anni.

I terreni sono situati nel comune di Dogliani e sono coltivati secondo i principi della biodinamica. La resa in vino per ettaro può variare a seconda dell’annata dai 35 ai 45 ettolitri.

La raccolta è manuale ed il vino è vinificato in tini di legno senza lieviti selezionati, senza aggiunte di additivi e senza il controllo della temperatura sino al tetto dei 33 gradi, privilegiando non le componenti di frutto primario, ma l’estrazione necessaria allo sviluppo di aromi più complessi.

Finita la fermentazione alcolica segue quella malolattica avviata spontaneamente.

Sospensione sulle fecce fini per sei mesi in botti di diverse dimensioni dai 7 ai 40 ettolitri, si effettuano batonnage. Separazione dalle fecce attraverso travasi e leggera chiarifica al secondo anno successivo alla vendemmia. Un anno di affinamento in bottiglia (notizie estratte dal sito aziendale).

Dogliani Superiore DOCG San Fereolo 2001
San_Fereolo_1Il Dolcetto Dogliani San Fereolo di Nicoletta Bocca mi è capitato di degustarlo più volte durante manifestazioni di vini Bio.
In particolare il dolcetto 2001 l’ultima volta che avuto il piacere di degustarlo è stato circa due anni fa e ricordo che già allora ero basito da tanta longevità per un dolcetto.

Mi accingo ad aprire la bottiglia con molta curiosità è un dolcetto di 12 anni … sa mai dovesse andare oltre.
Come non detto … il colore non ha subito cedimenti significativi è al quanto compatto e vivo, al naso note terziarie e lieve balsamicità, in bocca è carnoso con trama tannica importante ma bene integrata.
Vino potente ed elegante al contempo, ancora con una buona freschezza e giusta mineralità. Finale persistente!

12 anni e non sentili per questo fantastico Dolcetto che ricordero con piacere.


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Terre a Mano Carmignano 2009 – Fattoria di Bacchereto

Fattoria di Bacchereto Via Fontemorana, 179 – Loc. Bacchereto di Carmignano – 59015 Carmignano (PO) – Tel. 055 8717191

20130827_134237La Fattoria di Bacchereto, di circa 170 ettari di cui 8 vitati è situata sulle colline fra i 180 e i 300 metri slm, nei pressi di Carmignano in provincia di Prato.

Negli 8 ettari vitati di coltiva Sangiovese, Canaiolo Nero, Trebbiano, Malvasia e Cabernet Sauvignon unico vitigno internazionale.

Qui si pratica l’agricoltura biodinamica dai primi anni del duemila, decisione di Rossella Bencini Tesi che gestisce l’azienda di famiglia.
Le vendemmie sono manuali, la resa per ettaro è bassa, si utilizzano concimi biologici, non si usano i lieviti selezionati, l’uso della solforosa è davvero basso, non si effettuano filtrazioni.

Renaissance des Appellations è l’associazione internazionale dei vignaioli biodinamici, a cui La Fattoria di Bacchereto aderisce.

Tre le etichette dei vini: Sassocarlo Bianco IGT ToscanaTerre a Mano Carmignano DOCGVin Santo di Carmignano DOC.
I vini della Fattoria di Bacchereto si fregiano del marchio marchio Triple A e sono distribuiti da Velier.

Il Carmignano di Fattoria di Bacchereto proveniente da vigne di circa 40 anni, è composto da
(75% sangiovese, 15% cabernet sauvignon, 10% canaiolo nero). Quest’ultimo vitigno autoctono della Toscana oggi sempre più spesso sostituito dai vitigni internazionali.

Vino dal colore rosso rubino vivo e luminoso, al naso è intenso e complesso, frutta sotto spirito, ciliegie, prugna, lievi sentori animali, spezie tra cui leggere note pepate.

In bocca è caldo, pieno, potente, fitta trama tannica non aggressiva anzi vellutata, si percepisce la dolcezza del frutto che è bilanciata da acidità e lieve sapidità. Risultato un vino una dinamico e scattante nel bicchiere. Balsamico e lievemente mentolato il persistente finale.

Prezzo della bottiglia circa 18 Euro acquistata a Vini di Vignaioli – Fornovo (PR).


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Lambrusco di Sorbara Radici 2011 – Gianfranco Paltrinieri

Azienda Agricola Gianfranco Paltrinieri – Via Cristo, 49 – 41030 Sorbara (MO) Italy Tel./Fax: +39 059 902047

Siamo a Sorbara a pochi KM da Modena zona di produzione dell’ omonimo Lambrusco.

Varietà indigena antica con grappolo spargolo e soggetto ad acinellatura che è dovuta alla sterilità del polline. In vigna si utilizza del Lambrusco Salamino per facilitarne l’impollinazione.

Il Radici 2011 è un Lambrusco di Sorbara in purezza ottenuto dalle uve della storica zona del Cristo, macerazione a contatto sulle bucce di pochi giorni e rifermentazione in bottiglia con lieviti indigeni.Lambrusco_Radici

Vino rosso frizzante secco a tratti lievemente agrumato, dal colore rosso rubino decisamente chiaro anche se mi piace definirlo rosa-rosso.

Al naso è intenso con note floreali di violetta e fruttato con sentori di frutti di bosco in prevalenza rossi, minerale ed anche una nota balsamica.

Il gusto è secco, pieno, si confermano i sentori percepiti al naso, buona è l’acidità e la spiccata sapidità.

Vino di buona pulizia che entra diretto tagliente e fa della sua “semplicità” e tipicità la sua arma vincente.
Si consiglia di servire alla temperatura di 14°C-16°C.

Abbinamenti simpatici da sperimentare sono la frittura di pesce, l’anguilla ai ferri o come consigliato dal sito aziendale con pesce di fiume o semplice aperitivo.

Costo della bottiglia circa 7.5 Euro. Davvero un buon Lambrusco!


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Grecomusc’ 2011 – Contrade di Taurasi

Azienda Agricola Contrade di Taurasi – via Municipio, 39 – Taurasi (Av) – Italia
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Denominazione IGT IRPINIA BIANCO, il vino bianco dal nome Grecomusc’ realizzato dall’Azienda Contrade di Taurasi da uve di Rovello Bianco in purezza.

La zona di produzione è quella dei pianori di Taurasi, Mirabella Eclano e Bonito, in Irpinia.
I terreni in prevalenza di suoli sciolti, ricchi di cinerite vulcanica e /o calcarei.

“Rovello” o “rovello bianco” è il vitigno che dal 2009 è stato inserito nell’elenco vitigni autoctoni italiani.
Vitigno antico salvato con tenacia dalla famiglia Lonardo.

Per anni confusa con il Greco e spesso usata come uva da taglio deve il suo nome ai vignaioli locali.
Il Rovello Bianco ha il grappolo grande ma spargolo ed il chicco ha la caratteristica che vede il pericarpo crescere a dismisura rispetto alla polpa interna generando così un aspetto di uva “moscia” da cui in nome Greco moscio in dialetto locale “Grecomusc”.

Colore giallo dorato di buona intensità cromatica, decisamente consistente.

Al naso intenso, complesso fine con sentori minerali in evidenza come roccia, sasso, idrocarburo e lievi note sulfuree. Seguono sentori frutta matura, note agrumate e floreali, con evidenza di erbe aromatiche e finale leggermente tostato.

Gusto piacevole decisamente caldo e di buona acidità, ma principalmente sapido e persistente, di grande bevibilità.

Prezzo della bottiglia pagata circa 14 Euro in Enoteca.


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Vigna del Volta 2008 – La Stoppa

La Stoppa – Rivergaro 29029 (PC) Tel. (+39) 0523.958.159

Elena Pantaleoni è l’attuale proprietaria dell’ azienda La Stoppa sui declivi della val Trebbiola, in provincia di Piacenza.
Azienda di 58 ettari gestita secondo il metodo biologico, circa 30 gli ettari vitati. L’enologo è Giulio Armani.

Uno dei vini Passiti a me cari in Emilia è il Vigna del Volta vino prodotto da questa azienda.
Il vino prende il nome dalla vigna da cui provengono le uve e dal mezzadro che nel passato per anni l’ha coltivata il Signor Volta.

Indicazione Geografica Tipica Emilia Malvasia Passito, Malvasia di Candia Aromatica al 95% e Moscato al 5%, percentuali che sono variate nel corso degli anni diminuendo sempre più la percentuale di Moscato.
Le vigne sono vecchie e vanno dai 15 ai 40 anni d’età, la vendemmia è manuale prima per il Moscato e poi per la Malvasia, i grappoli subiscono un successivo appassimento naturale (distesi su teli bianchi al sole) per circa 15 giorni, i lieviti sono indigeni. Affina in barriques di rovere usate e poi sosta in bottiglia.

Un vino vinificato tutti gli anni, che è espressione del territorio e dell’annata.
Dal 1995 primo anno di produzione ha spesso ottenuto riconoscimenti atti a premiare il lavoro svolto.
Vigna_del_Volta2008Colore ambrato con lievi riflessi dorato brillante, ottima la consistenza.

Al naso bouquet intenso, complesso, percezione netta di frutta disidratata e candita, su tutti l’albicocca disidratata, il dattero, ma anche l’ uvetta, le nocciole e le mandorle tostate, lieve sentore amarognolo di miele di castagno.

In bocca esplosione di sapori che riconducono a sentori percepiti precedentemente al naso.
E’ avvolgente, morbido, caldo, dolce ma non stucchevole grazie anche ad una buona spalla acida che regala freschezza al sorso, discreta la sapidità, il tutto rende la bevibilità ottima. Equilibrato e di lunga persistenza.
Un vino dal potenziale evolutivo alto.

“Dulcis in fundo” questo passito che si fregia della Tripla A.


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Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Monovitigno – Fattoria Moretto

Azienda Vitivinicola Fattoria Moretto” – Via Tiberia 13/b – 41014 Castelvetro (MO) – Italy
Tel/Fax +39 059 790183

FattoriaMoretto1 Azienda a carattere familiare quella degli Altariva di circa 6 ettari di vigneti biologici, situati nel comune di Castelvetro a circa 200 metri slm.

L’Azienda è dedita esclusivamente alla produzione di Lambrusco Grasparossa.
Tutti i vini sono vinificati in purezza e le vinificazioni sono in linea con l’agricoltura biologica.
Dal 1997 la decisione di passare al metodo CHARMAT.
Rese basse per ettaro e grande rispetto dell’ambiente fanno di questa azienda un sinonimo di qualità per la zona.

Il Lambrusco di Grasparossa Monovitigno è il prodotto di punta dell’ Azienda, è un “cru” proveniente da vigne di circa 40 anni di età.

Alla mescita evidenzia piacevole schiuma ed un colore porpora decisamente vivace.
Si susseguono sentori intensi di frutti come fragola, ciliegia ma anche mirtilli e ribes.
In bocca svanita una leggera pungenza dovuta ad anidride carbonica, si fa strada deciso il fruttato percepito al naso, seguito da un lieve residuo zuccherino, il tutto ben bilanciato da una buona acidità e percezione di lievi sentori agrumati.
Vino ben equilibrato, di buona sapidità e pulizia del sorso, lunga la persistenza del finale.

Decisamente ben fatto questo Lambrusco senza il millesimo in etichetta , quello degustato è il millesimo 2011.
Il suo grado alcolico è di 12 % vol. Pagato circa 10 Euro in enoteca.

L’utilizzo del Lambrusco “quello buono” è fantastico in abbinamento con la cucina emiliana e non solo, le sue caratteristiche di effervescenza, acidità, freschezza, lieve tannicità e grado alcolico moderato ne fanno un vino spendibile su diverse pietanze.

“Ho fatto un assaggio del vino Lambrusco Grasparossa Monovitigno.
Ne ho avuto gioia ed interesse.
Ci sono finalmente produttori che hanno compreso il vantaggio di affrontare l’umanissimo vitigno con amore e rispetto.”

Luigi Veronelli


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Piromàfo 2007 – Valle dell’Asso

Azienda Agricola VALLE DELL’ASSO – Via Guidano, 18 – 73013 Galatina (LE) – Italy Tel. 0836 561473

Non molto tempo fa ho partecipato ad una interessante ma impegnativa (visto il grado alcolico dai 14° ai 19°) degustazione di 12 Negroamaro.
Tra i tanti nomi delle aziende presenti ne ricordo alcuni come Agricole Vallone con il Graticciaia, Taurino con il Patriglione, Azienda Monaci con Le braci, Milleuna con Capitolo Laureto, Cantele con Teresa Manara, Tormaresca con il Maime, Valle dell’ Asso con il Primomafo.

Primomafo_RetroProprio quest’ultimo vino mi ha impressionato favorevolmente per profumi, eleganza, bevibilità e non ultimo per il prezzo interessante, bottiglia pagata circa 18 euro (prezzo cantina 13,5 Euro).

I vigneti di Valle dell’Asso sono situati nella Piana salentina leccese,
il clima da queste parti è arido, la luce è intensa (influenza del 40° parallelo) ed il suolo è definito localmente PIROMÀFO (dal greco PIRO MACOS combattente il fuoco), ovvero resistente alla siccità.

A Valle dell’Asso, si è deciso da tempo di perseguire la tecnica
dell’ ARIDO-COLTURA! (Si coltiva senza irrigare).
Questa prevede sarchiature (taglio e rimescolamento dello strato superficiale del terreno) poco profonde che permettono la traspirazione del terreno senza perdita di umidità.
Da questa decisione maturata dalla famiglia Vallone, proprietaria dell’Azienda e dall’ enologo Elio Minoia, persona molto attenta al legame con il territorio, scaturisce una viticultura di qualità.
Il rispetto per la terra in questa azienda risale a tempi lontani.
La concimazione è organica, sulle foglie per la lotta alle crittogame si irrora solo zolfo e rame.

Il nome Negroamaro deriva da due parole, una latina NIGRA e l’altra greca MAVRO, entrambi i significati evidenziano il colore NERO o SCURO dell’ uva e del vino.

Questo Primomafo, Negroamaro in purezza, proviene da 5 ettari di vigneti siti nella zona di Agro di Galatina, la resa per ettaro è bassa, circa 50 q, affinamento in acciaio, 8-12 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia da 50 hl e 6 mesi in bottiglia.

Primomafo_1Colore rubino vivo con unghia decisamente granata.

Naso elegante di buona intensità ed ampiezza, decisamente minerale, lieve grafite, seguono note balsamiche, mentolate, si fanno strada i frutti rossi decisi e maturi, la ciliegia sottospirito, le spezie.

L’ ingresso in bocca è fine, morbido, caldo, di buona mineralità e frescheza di bevuta, il tannino è ben presente ma setoso (asciuga giusto un pò alla fine) ed è ben amalgamato con la struttura del vino che non è eccessivamente ingombrante. Il fruttato ben percepibile e decisamente maturo, domina la scena finale. Buono è l’equilibrio, lunga la persistenza.

Questo negroamaro a mio avviso ha una bevibilità eccezionale per la tipologia, abbastanza scattante ed elegante il suo grado alcolico è di 14.5 % vol..


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Pinot Bianco 2009 – Picéch Roberto

Azienda Agricola Roberto Picech – Località Pradis, 11 – 34071 Cormòns (Gorizia) Tel: (+39) 0481 60347

I nonni di Roberto Picéch si stabiliscono a Pradis nel 1920 dove coltivano la terra come mezzadri e ne acquistano la proprietà negli anni 60. Nel 1989 Roberto prende le redini dell’azienda di famiglia precedentemente delineata dal padre Egidio e dalla madre Jelka Sirk, trasformandola un pò alla volta nella bella ed interessante azienda dei nostri giorni.

I vigneti si estendono per circa 7 ettari su terreni come la Ponca o Ponka (marne ed arenaria), la produzione annua è di circa 30.000 bottiglie, 7 sono anche i tipi di vitigni che si utilizzano per la creazione dei vini aziendali.

Vitigni: Friulano, Malvasia Istriana, Pinot Bianco, Ribolla Gialla, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot
Vini bianchi: Friulano, Malvasia, Pinot Bianco, Collio Bianco Jelka, Collio Bianco Athena
Vini rossi: Collio Rosso, Collio Riserva Ruben

Il Pinot Bianco di Picéch, come si evince dal sito aziendale, viene vinificato iniziando con una lieve macerazione di 6 ore, una pressatura ed una decantazione statica del mosto ad una temperatura di circa 14°. Dopo il travaso e la fermentazione controllata, il vino viene affinato in vasca di acciaio con 6 mesi di permanenza sui propri lieviti.

E’ la seconda volta che mi confronto con questo Pinot Bianco. La prima volta è stata deludente, avevo più che un sospetto che la bottiglia in degustazione, in una serata dedicata ai vini Friulani, avesse dei difetti. La curiosità mi ha spinto a comprare una bottiglia dello stesso vino, anche perché ne avevo sentito parlare bene.
Sospetto confermato, il Pinot Bianco 2009 di Picéch è davvero particolare, piacevole da bere, percepito forte e chiaro nonostante un inizio di chiusura di naso da raffreddore.
Picech1
Il vino si presenta di colore giallo paglierino decisamente carico, con riflessi dorati, eccezionale la sua vivacità di colore, sembra splendere di luce propria, il suo movimento dopo la rotazione del bicchiere è abbastanza importante.

I profumi sono intensi, al quanto complessi, in evidenza sentori floreali, fruttati, minerali; fiori gialli dal profumo dolce, sentori di miele e note appena accennate di talco mentolato che prolunga a mio avviso l’intensità olfattiva del vino.

In bocca è fermo, caldo, morbido, avvolgente, si percepiscono lievi e non affatto invadenti gli aromi dolci di miele, burro, e fiori gialli percepiti già al naso, buona comunque la freschezza della bevuta su una struttura abbastanza importante e di buona alcolicità (14,5 % vol.) lievemente mascherata dalla morbidezza del vino. Finale sicuramente elegante, persistente, vino longevo.

Questa particolare interpretazione di Pinot Bianco di Picéch costa in enoteca circa 14 Euro.


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Vitovska 2009 – Zidarich

Azienda Agricola Zidarich – Loc. Prepotto, 23 – Duino Aurisina – Trieste – Tel.  (+39) 040 201223

Tra i vini macerati che mi piace bere, rientra sicuramente questa Vitovska 100% di Benjamin Zidarich.

La sua azienda è situata nel carso Triestino, circa 8 ettari di vigneti ad 280 mt s.l.m., la produzione è di 25.000 bottiglie.

La cantina di 5 piani è scavata nella roccia e si sviluppa su di una superficie di circa 1.200 metri quadrati buona parte dei quali sotterranei.

Per la fermentazione si utilizzano lieviti autoctoni e la macerazione sulle bucce viene svolta in tini aperti senza controllo della temperatura, non si effettuano filtrazioni, stabilizzazioni e chiarificazioni di alcun tipo.

L’ affinamento avviene per due anni in botti, di dimensioni medie e grandi, di rovere di Slavonia.
Zidarich_1aAl visivo si presenta nella sua veste dorata intensa, la limpidezza non è il suo punto di forza.

Al naso si percepisce una decisa mineralità, note di frutta in evidenza, che solo a tratti ricordano il sidro, percepibili anche le note agrumate.

Al palato questa Vitovska è caratterizzata da giusta alcolicità e buona freschezza, risulta essere vibrante, perfettamente asciutta e decisamente sapida, sensazione di salsedine sulla labbra nel finale.
Ottima è la bevibilità, buona la struttura e la persistenza.

Decisamente riuscita questa Vitovska di Zidarich in purezza, la temperatura di servizio consigliata è di 14°.

Zidarich2

Pagata circa 20 Euro.


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Collio 2011 – Edi Keber

Azienda Agricola EDI KEBER – Zegla 17, 34171 Cormons (GO) – Tel: 0481-61184 Fax: 0481-61184

Edi Keber con il figlio Kristian dopo anni di ottime soddisfazioni producendo Tocai, andando contro corrente ha scelto negli ultimi anni di produrre un unico vino bianco che identifichi in maniera inequivocabile  il territorio, del COLLIO.

Il COLLIO è un vino formato dalle tre varietà autoctone del TOCAI FRIULANO FRIULANO (che da struttura e tipicità essendone la componente maggiore), dalla MALVASIA ISTRIANA (che arricchisce con spezie ed aromi) e dalla RIBOLLA GIALLA (con il suo apporto di acidità), che vengono fatte fermentare ed affinare in vasche di cemento.

L’azienda produce circa 50.000 bottiglie di cui 3.000 di Merlot Riserva, e circa un migliaio di Magnum di Collio Riserva che viene prodotto nelle migliori annate.

EdiKeber-1Nonostante sia stato un anno difficile causa grandine , questo Collio 2011 si presenta così:

Colore  giallo paglierino vivace ma con qualche riflesso verdolino , naso di buona ampiezza aromatica, fruttato con sentori di frutta bianca, mandorla, sentori di fiori bianchi come la magnolia e note di erbe aromatiche come timo.

Al palato è fresco, minerale, pieno di buona struttura, la presenza del Friulano come vino di maggiore percentuale è ben percepibile.

Il finale é minerale, persistente e di buona personalità.

Prezzo della bottiglia circa 12 Euro

COLLIO
Crediamo nella terra e nei suoi valori;
guardiamo avanti, senza per questo
dimenticare quella filosofia di vita
che i nostri vecchi ci hanno tramandato,
nei racconti della sera, nella stalla,
nel bosco, nella vigna.
Rispettiamo l’ambiente che ci ospita
e questo territorio di frontiera,
così ricco di storia;
amiamo queste colline
dolci e difficili al contempo ma che,
se sai prendere come si deve,
ti restituiscono dignità e ti gratificano,
con la qualità della vita.
Edi Keber


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Degustazione “Grandi Rossi” Onav

Ieri degustazione guidata di 10 vini rossi in Onav Bologna, ospite della serata Arnaldo Rossi.

Joseph Drouhin LAFORET PINOT NOIR 2009 (Azienda biodinamica storica della Borgogna)
Agricola Querciabella – QUERCIABELLA 2005 (Chianti Classico DOCG)

Arnaldo Rossi – DODO 2008
Silvio Nardi  – BRUNELLO DI MONTALCINO 2005
Castello ColleMassari – COLLEMASSARI 2006
Montevetrano – MONTEVETRANO 2009
Argiolas – TURRIGA 2006
Tenuta San LeonardoSAN LEONARDO 2006
Borgogno – BAROLO RISERVA CANNUBI 2005

Mastroberardino – TAURASI NATURALIS HISTORIA 1999

 

I vini che più mi sono piaciuti sono:
NATURALIS HISTORIA TAURASI 1999 dell’ Azienda Mastroberardino, ancora un bambino incredibile.

DODO 2008 Sangiovese IGT Toscana, un vino biologico ottenuto dalla seconda vendemmia di Arnaldo Rossi, dalla quale ha ottenuto 348 bottiglie da 1 litro e qualche magnum.

MONTEVETRANO 2009 dell’ Azienda Agricola Montevetrano di Silvia Imparato (circa 5 ettari), fatto da uve Cabernet Sauvignon, Merlot, Aglianico, uvaggio che non amo particolarmente ma il vino è tecnicamente fatto bene, l’enologo di questa cantina è Riccardo Cotarella.


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Feldmarschall von Fenner 2009 – Tiefenbrunner

TIEFENBRUNNER – Schlosskellerei Turmhof – Via Castello 4 – Niclara 39040 Cortaccia (BZ) Alto Adige / Sudtirolo – Tel. +39 0471 880122 – Fax +39 0471 880433

Il Muller Thurgau non è certo tra i miei vitigni preferiti, ma ricordo che mi avevano affascinato in A.I.S. i racconti di Fabrizio, esperto di Trentino-Alto Adige, che raccontava dell’altopiano di Favogna nel Comune di Magrè provincia di Bolzano, situato a circa 1000 metri di altitudine dove questo vitigno dà il meglio di se.
Detto fatto, ho acquistato un paio di bottiglie di Feldmarschall von Fenner 2009 della Cantina Tiefenbrunner per farmi un idea.

Che bella sorpresa questo vino! La bottiglia ha il tappo a vite Stelvin lux, il colore é giallo paglierino con riflessi verdolini, bouquet al quanto variegato con note di frutta a polpa bianca come la pesca, fiori bianchi come gelsomino e a seguire erbe aromatiche come la salvia. Assaggiandolo è di buona acidità e sapidità, secco, caldo, abbastanza morbido con buona persistenza gustativa e piacevoli ritorni di sentori minerali. Grande bevibilità!
Il prezzo non lo ricordo più ma penso di circa 17 Euro.
Per l’abbinamneto con il cibo la “Tempura di gamberi con salsa piccante” proposta dal Ristorante Eggentaler é strepitosa, Fabrizio docet!


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Visita a Bricco Appiani Monforte d’Alba da FLAVIO RODDOLO

Flavio Roddolo – Frazione Bricco Appiani – Loc. Sant ‘Anna, 5 12065 Monforte d’Alba – Cuneo – Tel : 017378535

Preferisco non scrivere una degustazione tecnica dei vini bevuti da Flavio Roddolo perché toglierebbe sicuramente qualcosa alla fantastica serata trascorsa in compagnia di amici eno-appassionati ed a un personaggio unico, definito da qualcuno giustamente come “l’ultimo vignaiolo di Langa”.
Ho sentito parlare la prima volta di Flavio Roddolo in una degustazione tra amici in taverna da Riccardo. Infatti in quella occasione Fabio ci raccontava di questo posto in cui era stato anni prima con la sua compagna.
Detto fatto, appena presa la decisione di fare un week-end in Langa, una delle cantine che decidiamo di visitare è quella di Flavio Roddolo.

Arriviamo nel tardo pomeriggio a Bricco Appiani nel podere Roddolo. E’ abbastanza in alto su di un cucuzzolo, dove il panorama è mozzafiato e spazia a 360° sulle colline sottostanti.
All’ uscio viene ad accoglierci un uomo con abiti da lavoro e con le mani di chi ha lavorato la terra. Infatti ci dice che è appena tornato dalla vigna, che avrebbe fatto mangiare i suoi cani, si sarebbe dato una veloce rinfrescata e dopo sarebbe stato a nostra completa disposizione.
Nel frattempo continuiamo a goderci il panorama, mentre l’architetto (Fabio) inizia a girare intorno alla cantina, Booh sarà la sua deformazione professionale che lo porta a perlustrare l’edificio. 🙂
Da li a poco Flavio Roddolo ci viene incontro, era ora, l’aria iniziava ad essere pungente, siamo comunque a metà dicembre a più di 500 mt.
Ci invita a visitare la sua cantina che ha finito da non molto tempo di ampliare. La cosa che ci colpisce che ha molte barrique! Uuumm! Ma parlando scopriamo che sono rigorosamente vecchie con diversi passaggi alle spalle.

Finita la visita in cantina ci invita a visitare un posto dove tiene le bottiglie di vino storiche di quando c’era ancora il padre. Stupore! … i vini vengono conservati in piedi! Alla domanda forse di Lorenzo perché non li avesse coricati ci risponde che il padre faceva così e lui ha voluto mantenere questa consuetudine visto che i vini che apriva erano perfetti.

Arrivati nella sua sala degustazione – ufficio inizia ad aprire le sue bottiglie. Inizia lo spettacolo:
Iniziamo con i suoi fantastici Dolcetti, Dolcetto d’Alba 2009 (base si fa per dire! Fantastico. circa 4 Euro) – Dolcetto d’Alba Superiore 2008 (circa 8 Euro), continuiamo con la Barbera d’Alba 2005 dalla spiccata acidità, e poi con i suoi nebbiolo, Langhe Nebbiolo 2006 (circa 12 Euro) – Barolo Ravera 2006; infine chiudiamo con il suo Cabernet Sauvignon in purezza, Il Bricco Appiani 2005 (l’unico vino di Roddolo che forse ho capito meno).


Fabio ci aveva avvisati, è una persona riservata che ti guarda diritto negli occhi e poi se non gli piaci …. Dopo un primo inizio di serata in silenzio da parte sua, è scattata la molla che ci ha permesso di entrare nel suo mondo fatto di racconti e ricordi di quando era piccolo insieme al padre e delle difficoltà e soddisfazioni della vigna in alcune annate particolari, infine dei suoi vini. Il tempo non sortisce cambiamenti su quest’uomo se non quelli biologici, è lui che gestisce il tempo e non viceversa.
Contrario alle mode e a tutto quello che succede nei dintorni, grande cantine, B&B di lusso etc. va diritto per la sua strada, facendo le cose che ha sempre fatto e che sa fare da quando è piccolo.
Non avevo mai sentito i vini di Roddolo prima di quel momento, veri, schietti, diretti, a volte spigolosi, c’era lui e le sue vigne dentro la bottiglia, insomma quando si dice che il vino deve rispecchiare il territorio ed il produttore, ci siamo in pieno!
Dopo gli acquisti di vino del caso, la visita in casa Roddolo si è conclusa con possibilità di portare via per la cena anche un barolo del 1993 di quelli tenuti in piedi per intenderci. Grazie Flavio!

Il vino è perfetto! Potevamo aspettare ancora un pò per aprirlo, ma anche adesso é a pieno godibile, ha ancora un tannino levigato ma ben presente ed una discreta spalla acida, che gli avrebbe permesso ancora tempo davanti a se.