… degustando degustando!

…poichè le parole sono come il vino, hanno bisogno del respiro e di tempo perchè il velluto della voce riveli il loro sapore definitivo. (Luis Sepùlveda)


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Bière du Boucanier Golden Ale – Brouwerij Van Steenberge (ICOBES b.v.b.a)

Produttore: ICOBES b.v.b.a – Durmakker 23 – 9940 EVERGEM (Belgium)
Sede: Tel. +32(0)9-2536182 Fax +32(0)9-2532374
BoucanierLa “Bière du Boucanier” viene prodotta nella fabbrica Brouwerij Van Steenberge di Ertvelde, frazione di EVERGEM.

Questi sono posti a me cari, sono di casa da queste parti, siamo nelle Fiandre Orientali (in fiammingo Oost-Vlaanderen) a pochi km da Gent direzione mare.

Per la produzione di questa birra, come si legge dal sito aziendale, viene utilizzata acqua, malto (di tipo “pilsenermalt Scarlet”), lieviti coltivati e propagati nel proprio laboratorio , luppolo (Hallertau, Saaz, Spalt). Non vengono utilizzate spezie ed erbe.

Birra ad alta fermentazione, non pastorizzata, tripla fermentazione con un grado alcolico elevato 11% Vol. e processi produttivi naturali.

Per la degustazione della “Bière du Boucanier” si consiglia un bicchiere tipo ballon, ed una temperatura di servizio di 10°C.

Può capitare che questa birra in Belgio vi venga servita in tipici bicchieri a forma di stivale come da antica tradizione ed usanza dei “bucanieri”.

Bucanier_7

Il colore è giallo dorato intenso tendente all’ ambrato.

L’aspetto è velato causa naturale torbidità della birra.

La schiuma è bianca e abbastanza compatta di media persistenza.

L’intensità olfattiva è elevata e fine, sentori fruttati e floreali, ma anche note lievi agrumate e di zenzero.

Di moderata frizzantezza e corpo consistente, regala morbidezza dovuta in parte ad una componente alcolica decisa con suoi ben 11 % vol. anche se ben integrata nella struttura di questa birra.

In bocca il gusto è ricco ed intenso, ottima la contrapposizione tra dolcezza derivante in parte dal malto ed il gusto aromatico e decisamente amarognolo, seppure in modo delicato, conferito dai tre tipi di luppolo.

Bucanier_8Buona la persistenza di questa birra come anche la sua bevibilità nonostante il grado alcolico elevato.

Prezzo pagato per la bottiglia da 33 cl meno di 3 Euro.


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Gulden Draak – Brouwerij Van Steenberge

Brouwerij Van Steenberge – Lindenlaan 25- B- 9940 Ertvelde Tel. +32 9 344 50 71

GouldenDraak_1La Gulden Draak (in olandese drago d’oro) è la birra prodotta a Ertvelde (Fiandre Orientali) da Brouwerij Van Steenberge.

Deve il suo nome alla statua dorata sulla parte superiore del campanile del Belfort nella bellissima città di Gent (Gand).

Nel 1998 è stata definita la birra più gustosa del mondo dall’American Tasting Institute.

La bottiglia della Gulden Draak è particolarissima, di colore bianco opaco ed il suo bicchiere è a forma di tulipano.

Questa birra alta fermentazione con grado alcolico di 10,5 % vol. è rifermentata, e per la sua seconda fermentazione viene impiegato il lievito di vino.

GouldenDraak_3Il colore è scuro, lo definirei bruno con riflessi rossicci, la schiuma è di colore tendente al beige, abbondante ma poco persistente e svanisce velocemente.

Al naso di buona intensità ed eleganza, sentori di malto e caffè e note ferrose.

Al gusto è una birra morbida, corposa e di gusto deciso, il sorso è pieno, caldo, i sentori principali sono caramello, spezie dolci, lieve miele di castagno, ma ben presto queste sensazioni di dolcezza lasciano il posto ad un retrogusto piacevolmente amarognolo e di luppolo. Lunga persistenza.
Davvero una birra gustosa e particolare, di buona bevibilità.

Prezzo pagato per la bottiglia da 33 cl circa 3 Euro.


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Niederhäuser Hermannshöhle Riesling Spätlese 2000 – Dönnhoff

Weingut Dönnhoff – Bahnhofstraße 11 – 55585 Oberhausen an der Nahe – Germania
Tel. +49 6755/263 – E-mail: weingut@doennhoff.com

Etichetta_DonnoffHelmut Dönnhoff è tra i nomi di rilievo della viticoltura moderna tedesca per la produzione di Riesling nella zona del Nahe in Germania.

Nel lontano 1971 conduce in prima persona l’azienda dallo zio Hermann e la porta negli anni ad avere riconoscimenti a livello mondiale.

L’azienda dispone di circa 25 ettari di vigneti di cui ¾ sono piantati a Riesling ed i rimanenti sono di Pinot Bianco, Pinot Grigio.

I nomi delle vigne più prestigiose di Dönnhoff sono:
Oberhäuser Brücke (si producono eccezionali Eisweine), Schloßböckelheimer Kupfergrube, Niederhäuser Hermannshöhle, ma anche Schloßböckelheimer Felsenberg.

Poco tempo fa, ho avuto il piacere in una degustazione di Riesling tra amici, leggi qui di degustare un Riesling Spätlese della vigna Schloßböckelheimer Kupfergrube che aveva una potenza espressiva davvero notevole.

Donnoff_BottigliaIl Riesling degustato appartiene alla vigna di Niederhäuser Hermannshöhle che ha esposizione a sud, e suolo di ardesia, roccia vulcanica e porfido.

Riesling Spätlese 2000 Niederhäuser Hermannshöhle: il colore è giallo dorato con un ottima brillantezza, nel bicchiere si muove in modo consistente.

Al naso si percepisce mineralità, ghiaia, salmastro e le immancabili sfumature di idrocarburo che identificano questi riesling, insieme a note decisamente dolci di frutta gialla esotica e matura e fiori gialli.

In bocca l’ingresso è deciso, avvolgente, morbido per qualche istante le sensazioni dolci di frutta matura percepita già al naso si fanno strada, ma si vira abbastanza velocemente su una più che decisa acidità accompagnata da sapori agrumati di cedro, pompelmo e abbondante sapidità che in parte resta nascosta, ma rende la bevuta agile. Il finale è decisamente di lunghezza e persistenza aromatica.

Bottiglia “seccata” all’istante. Grado alcolico di questo Spätlese è di 8 % vol. il prezzo di 20 Euro acquistata in Germania.


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Tripel Karmeliet – Brouwerij Bosteels

Brouwerij Bosteels – Kerkstraat 96 – 9255 Buggenhout –Belgio Telefono +32 52332323
Tripel-Karmelitein
La Tripel Karmeliet
è una birra rifermentata in bottiglia prodotta a partire da una ricetta che risale al 1679 dei monaci carmelitani dell’Abbazia di Dendermonde.

La particolarità di questa birra è il fatto che viene prodotta con tre cereali: orzo, frumento, avena.

Il bicchiere dedicato a questa birra è stato realizzato dalla stessa Bosteels, di forma a tulipano e raffigura come decorazione un fiore di giglio.

Infatti si versa la birra delicatamente fino alla punta del giglio che rappresenta il punto di partenza della schiuma nel bicchiere.

Il colore è giallo dorato che tende al bronzo, presenza di lieviti in sospensione, la schiuma è ricca e cremosa di colore bianco e buona aderenza.

Al naso percepibile il malto, sentori di frutta, agrumi come il limone, lieve sentore di miele, ma anche spezie dolci come note di vaniglia.

Al gusto si presenta cremosa (peculiarità dovuta all’avena), riconferma le note agrumate di limone
percepite al naso, sicuramente calda di buona alcolicità, ma non brilla per agilità nel bicchiere.
Retrogusto abbastanza dolce di media persistenza.

Una birra da bere sicuramente per provare il mix dei 3 cereali.

Tripel Karmeliet 8,4 % Vol. 0.75 cl – Pagata circa 6 Euro


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Vigna del Volta 2008 – La Stoppa

La Stoppa – Rivergaro 29029 (PC) Tel. (+39) 0523.958.159

Elena Pantaleoni è l’attuale proprietaria dell’ azienda La Stoppa sui declivi della val Trebbiola, in provincia di Piacenza.
Azienda di 58 ettari gestita secondo il metodo biologico, circa 30 gli ettari vitati. L’enologo è Giulio Armani.

Uno dei vini Passiti a me cari in Emilia è il Vigna del Volta vino prodotto da questa azienda.
Il vino prende il nome dalla vigna da cui provengono le uve e dal mezzadro che nel passato per anni l’ha coltivata il Signor Volta.

Indicazione Geografica Tipica Emilia Malvasia Passito, Malvasia di Candia Aromatica al 95% e Moscato al 5%, percentuali che sono variate nel corso degli anni diminuendo sempre più la percentuale di Moscato.
Le vigne sono vecchie e vanno dai 15 ai 40 anni d’età, la vendemmia è manuale prima per il Moscato e poi per la Malvasia, i grappoli subiscono un successivo appassimento naturale (distesi su teli bianchi al sole) per circa 15 giorni, i lieviti sono indigeni. Affina in barriques di rovere usate e poi sosta in bottiglia.

Un vino vinificato tutti gli anni, che è espressione del territorio e dell’annata.
Dal 1995 primo anno di produzione ha spesso ottenuto riconoscimenti atti a premiare il lavoro svolto.
Vigna_del_Volta2008Colore ambrato con lievi riflessi dorato brillante, ottima la consistenza.

Al naso bouquet intenso, complesso, percezione netta di frutta disidratata e candita, su tutti l’albicocca disidratata, il dattero, ma anche l’ uvetta, le nocciole e le mandorle tostate, lieve sentore amarognolo di miele di castagno.

In bocca esplosione di sapori che riconducono a sentori percepiti precedentemente al naso.
E’ avvolgente, morbido, caldo, dolce ma non stucchevole grazie anche ad una buona spalla acida che regala freschezza al sorso, discreta la sapidità, il tutto rende la bevibilità ottima. Equilibrato e di lunga persistenza.
Un vino dal potenziale evolutivo alto.

“Dulcis in fundo” questo passito che si fregia della Tripla A.


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Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Monovitigno – Fattoria Moretto

Azienda Vitivinicola Fattoria Moretto” – Via Tiberia 13/b – 41014 Castelvetro (MO) – Italy
Tel/Fax +39 059 790183

FattoriaMoretto1 Azienda a carattere familiare quella degli Altariva di circa 6 ettari di vigneti biologici, situati nel comune di Castelvetro a circa 200 metri slm.

L’Azienda è dedita esclusivamente alla produzione di Lambrusco Grasparossa.
Tutti i vini sono vinificati in purezza e le vinificazioni sono in linea con l’agricoltura biologica.
Dal 1997 la decisione di passare al metodo CHARMAT.
Rese basse per ettaro e grande rispetto dell’ambiente fanno di questa azienda un sinonimo di qualità per la zona.

Il Lambrusco di Grasparossa Monovitigno è il prodotto di punta dell’ Azienda, è un “cru” proveniente da vigne di circa 40 anni di età.

Alla mescita evidenzia piacevole schiuma ed un colore porpora decisamente vivace.
Si susseguono sentori intensi di frutti come fragola, ciliegia ma anche mirtilli e ribes.
In bocca svanita una leggera pungenza dovuta ad anidride carbonica, si fa strada deciso il fruttato percepito al naso, seguito da un lieve residuo zuccherino, il tutto ben bilanciato da una buona acidità e percezione di lievi sentori agrumati.
Vino ben equilibrato, di buona sapidità e pulizia del sorso, lunga la persistenza del finale.

Decisamente ben fatto questo Lambrusco senza il millesimo in etichetta , quello degustato è il millesimo 2011.
Il suo grado alcolico è di 12 % vol. Pagato circa 10 Euro in enoteca.

L’utilizzo del Lambrusco “quello buono” è fantastico in abbinamento con la cucina emiliana e non solo, le sue caratteristiche di effervescenza, acidità, freschezza, lieve tannicità e grado alcolico moderato ne fanno un vino spendibile su diverse pietanze.

“Ho fatto un assaggio del vino Lambrusco Grasparossa Monovitigno.
Ne ho avuto gioia ed interesse.
Ci sono finalmente produttori che hanno compreso il vantaggio di affrontare l’umanissimo vitigno con amore e rispetto.”

Luigi Veronelli


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Piromàfo 2007 – Valle dell’Asso

Azienda Agricola VALLE DELL’ASSO – Via Guidano, 18 – 73013 Galatina (LE) – Italy Tel. 0836 561473

Non molto tempo fa ho partecipato ad una interessante ma impegnativa (visto il grado alcolico dai 14° ai 19°) degustazione di 12 Negroamaro.
Tra i tanti nomi delle aziende presenti ne ricordo alcuni come Agricole Vallone con il Graticciaia, Taurino con il Patriglione, Azienda Monaci con Le braci, Milleuna con Capitolo Laureto, Cantele con Teresa Manara, Tormaresca con il Maime, Valle dell’ Asso con il Primomafo.

Primomafo_RetroProprio quest’ultimo vino mi ha impressionato favorevolmente per profumi, eleganza, bevibilità e non ultimo per il prezzo interessante, bottiglia pagata circa 18 euro (prezzo cantina 13,5 Euro).

I vigneti di Valle dell’Asso sono situati nella Piana salentina leccese,
il clima da queste parti è arido, la luce è intensa (influenza del 40° parallelo) ed il suolo è definito localmente PIROMÀFO (dal greco PIRO MACOS combattente il fuoco), ovvero resistente alla siccità.

A Valle dell’Asso, si è deciso da tempo di perseguire la tecnica
dell’ ARIDO-COLTURA! (Si coltiva senza irrigare).
Questa prevede sarchiature (taglio e rimescolamento dello strato superficiale del terreno) poco profonde che permettono la traspirazione del terreno senza perdita di umidità.
Da questa decisione maturata dalla famiglia Vallone, proprietaria dell’Azienda e dall’ enologo Elio Minoia, persona molto attenta al legame con il territorio, scaturisce una viticultura di qualità.
Il rispetto per la terra in questa azienda risale a tempi lontani.
La concimazione è organica, sulle foglie per la lotta alle crittogame si irrora solo zolfo e rame.

Il nome Negroamaro deriva da due parole, una latina NIGRA e l’altra greca MAVRO, entrambi i significati evidenziano il colore NERO o SCURO dell’ uva e del vino.

Questo Primomafo, Negroamaro in purezza, proviene da 5 ettari di vigneti siti nella zona di Agro di Galatina, la resa per ettaro è bassa, circa 50 q, affinamento in acciaio, 8-12 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia da 50 hl e 6 mesi in bottiglia.

Primomafo_1Colore rubino vivo con unghia decisamente granata.

Naso elegante di buona intensità ed ampiezza, decisamente minerale, lieve grafite, seguono note balsamiche, mentolate, si fanno strada i frutti rossi decisi e maturi, la ciliegia sottospirito, le spezie.

L’ ingresso in bocca è fine, morbido, caldo, di buona mineralità e frescheza di bevuta, il tannino è ben presente ma setoso (asciuga giusto un pò alla fine) ed è ben amalgamato con la struttura del vino che non è eccessivamente ingombrante. Il fruttato ben percepibile e decisamente maturo, domina la scena finale. Buono è l’equilibrio, lunga la persistenza.

Questo negroamaro a mio avviso ha una bevibilità eccezionale per la tipologia, abbastanza scattante ed elegante il suo grado alcolico è di 14.5 % vol..


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Deus Brut des Flandres – Brouwerij Bosteels

Brouwerij Bosteels– Kerkstraat 96 – 9255 Buggenhout –Belgio Telefono +32 52332323

La Deus è una birra nata in Belgio da Bosteels, produttore anche di altre birre, tra cui le più note sono la Tripel Karmeliet e la Pauwel Kwak.
La Deus Brut des Flandres è una birra per quanto riguarda gli ingredienti, ma uno champagne per i processi.
In Belgio hanno luogo il brassaggio a base di orzo maturato in estate, la prima fermentazione con lievito appositamente selezionato e poi una prima maturazione (seconda fermentazione).
In Francia avviene l’imbottigliamento con aggiunta di zuccheri e lievito appositamente selezionato, la rifermentazione in bottiglia (terza fermentazione), la lunga maturazione di diversi mesi sui lieviti in bottiglia, il remuage , il degorgement, il dosage, tappatura, confezionamento.

Questa birra ad alta fermentazione al visivo si presenta di ottima limpidezza, di colore giallo chiaro, abbondante schiuma bianca che si dissolve dopo un pò, ottimo il perlage fine e persistente.
Al naso è abbastanza intensa, buona la sua complessità, si manifesta con sentori decisi di spezie, erbe aromatiche ed infine frutta. In evidenza si sente lo zenzero, a seguire note dolci ben percepibili, lievi note di chiodi di garofano, leggero sentore di menta.
Il corpo di questa birra è deciso ma non affatto eccessivo.
Al gusto conferma alcune delle sensazioni del naso, abbastanza buona la freschezza su grande cremosità e dolcezza. La sua alcolicità (11.5 % vol.) è ben percepibile ma non slegata con il corpo. Viene servita molto fredda a 2°-4° in flute freddi.

Ho apprezzato in questa birra la novità del processo di produzione.
Infatti il perlage è ottimo come anche la limpidezza ed il gusto, non risulta essere un campione di bevibilità, dopo la piacevolezza dei primi flute risulta un pò difficile da mandare giù. Altra questione non trascurabile è il costo di questa Deus Brut des Flandres di circa 20 Euro.
Tra i tanti possibili abbinamenti in passato mi è piaciuto sperimentare l’abbinamento con le ostriche!
Sicuramente un Muscadet (sur lie), sta meglio con le ostriche, ma bisogna sperimentare ed aprire a nuove sensazioni gusto-olfattive.


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Pinot Bianco 2009 – Picéch Roberto

Azienda Agricola Roberto Picech – Località Pradis, 11 – 34071 Cormòns (Gorizia) Tel: (+39) 0481 60347

I nonni di Roberto Picéch si stabiliscono a Pradis nel 1920 dove coltivano la terra come mezzadri e ne acquistano la proprietà negli anni 60. Nel 1989 Roberto prende le redini dell’azienda di famiglia precedentemente delineata dal padre Egidio e dalla madre Jelka Sirk, trasformandola un pò alla volta nella bella ed interessante azienda dei nostri giorni.

I vigneti si estendono per circa 7 ettari su terreni come la Ponca o Ponka (marne ed arenaria), la produzione annua è di circa 30.000 bottiglie, 7 sono anche i tipi di vitigni che si utilizzano per la creazione dei vini aziendali.

Vitigni: Friulano, Malvasia Istriana, Pinot Bianco, Ribolla Gialla, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot
Vini bianchi: Friulano, Malvasia, Pinot Bianco, Collio Bianco Jelka, Collio Bianco Athena
Vini rossi: Collio Rosso, Collio Riserva Ruben

Il Pinot Bianco di Picéch, come si evince dal sito aziendale, viene vinificato iniziando con una lieve macerazione di 6 ore, una pressatura ed una decantazione statica del mosto ad una temperatura di circa 14°. Dopo il travaso e la fermentazione controllata, il vino viene affinato in vasca di acciaio con 6 mesi di permanenza sui propri lieviti.

E’ la seconda volta che mi confronto con questo Pinot Bianco. La prima volta è stata deludente, avevo più che un sospetto che la bottiglia in degustazione, in una serata dedicata ai vini Friulani, avesse dei difetti. La curiosità mi ha spinto a comprare una bottiglia dello stesso vino, anche perché ne avevo sentito parlare bene.
Sospetto confermato, il Pinot Bianco 2009 di Picéch è davvero particolare, piacevole da bere, percepito forte e chiaro nonostante un inizio di chiusura di naso da raffreddore.
Picech1
Il vino si presenta di colore giallo paglierino decisamente carico, con riflessi dorati, eccezionale la sua vivacità di colore, sembra splendere di luce propria, il suo movimento dopo la rotazione del bicchiere è abbastanza importante.

I profumi sono intensi, al quanto complessi, in evidenza sentori floreali, fruttati, minerali; fiori gialli dal profumo dolce, sentori di miele e note appena accennate di talco mentolato che prolunga a mio avviso l’intensità olfattiva del vino.

In bocca è fermo, caldo, morbido, avvolgente, si percepiscono lievi e non affatto invadenti gli aromi dolci di miele, burro, e fiori gialli percepiti già al naso, buona comunque la freschezza della bevuta su una struttura abbastanza importante e di buona alcolicità (14,5 % vol.) lievemente mascherata dalla morbidezza del vino. Finale sicuramente elegante, persistente, vino longevo.

Questa particolare interpretazione di Pinot Bianco di Picéch costa in enoteca circa 14 Euro.


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Vitovska 2009 – Zidarich

Azienda Agricola Zidarich – Loc. Prepotto, 23 – Duino Aurisina – Trieste – Tel.  (+39) 040 201223

Tra i vini macerati che mi piace bere, rientra sicuramente questa Vitovska 100% di Benjamin Zidarich.

La sua azienda è situata nel carso Triestino, circa 8 ettari di vigneti ad 280 mt s.l.m., la produzione è di 25.000 bottiglie.

La cantina di 5 piani è scavata nella roccia e si sviluppa su di una superficie di circa 1.200 metri quadrati buona parte dei quali sotterranei.

Per la fermentazione si utilizzano lieviti autoctoni e la macerazione sulle bucce viene svolta in tini aperti senza controllo della temperatura, non si effettuano filtrazioni, stabilizzazioni e chiarificazioni di alcun tipo.

L’ affinamento avviene per due anni in botti, di dimensioni medie e grandi, di rovere di Slavonia.
Zidarich_1aAl visivo si presenta nella sua veste dorata intensa, la limpidezza non è il suo punto di forza.

Al naso si percepisce una decisa mineralità, note di frutta in evidenza, che solo a tratti ricordano il sidro, percepibili anche le note agrumate.

Al palato questa Vitovska è caratterizzata da giusta alcolicità e buona freschezza, risulta essere vibrante, perfettamente asciutta e decisamente sapida, sensazione di salsedine sulla labbra nel finale.
Ottima è la bevibilità, buona la struttura e la persistenza.

Decisamente riuscita questa Vitovska di Zidarich in purezza, la temperatura di servizio consigliata è di 14°.

Zidarich2

Pagata circa 20 Euro.


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Westmalle Tripel – Il Belgio e le sue birre.

Abbazia dei Trappisti di Westmalle – Antwerpsesteenweg 496 B-2390, Malle – Belgio Tel +32 03 3129200 / +32 03 3129227

La passione delle birre la devo al fatto che ho sposato una belga di Gent.
In Belgio vado spesso, e negli anni ho avuto la possibilità di assaggiare molte birre di questa nazione, ognuna rigorosamente nel proprio bicchiere!

Nessuno sa quante siano esattamente le birre prodotte, si stima molto più di 500, anche perché per ogni etichetta di birra ci possono essere più varianti. Tra le tipologie di birra da me preferite rientrano sicuramente LE TRAPPISTE.
Queste birre sono prodotte all’interno dei monasteri, da non confondere con le BIRRE D’ABBAZIA prodotte al di fuori.
La fabbricazione di birre da parte dei frati trappisti si perde nella notte dei tempi. Oggi sono solo 7 i monasteri ancora attivi nel mondo nella produzione di birra, di cui 6 sono in Belgio, CHIMAY- ORVAL – ROCHEFORT in Vallonia, WESTMALLE – ACHEL – WESTVLETEREN nelle Fiandre, e 1 in Olanda, LA TRAPPE, tutte molto diverse tra loro.

La Westmalle Tripel definita “La madre delle Tripel” è una birra trappista davvero importante, ricca di alcol circa 9.5 % vol., di malto e di luppolo, ed è prodotta nelle Fiandre in provincia di Anversa nell’abbazia cistercense di WESTMALLE.

Al visivo si presenta con il suo colore giallo dorato, la torbidità è dovuta in parte a particelle di lievito in sospensione, normale per alcune birre come questa, nel bicchiere è evidente una bella schiuma cremosa, che invoglia la bevuta, bella e di lunga durata è la persistenza del perlage, anche se difficile da scorgere causa la torbidità della birra.

Complesso è il bouquet degli aromi, dal fruttato alle note decise di luppolo, al malto ed al leggero sentore di vaniglia.

Grande corpo per questa birra, morbida, bocca piena ed avvolgente, cremosa, grande lotta per l’equilibrio tra il dolce e l’amaro che è la sensazione predominante per questa birra e che ritorna deciso nel lunghissimo elegante finale. Prosit!

L’abbinamento ideale è con il formaggio semi stagionato leggermente sapido (simile a quello che i frati producono all’interno del monastero con latte non pastorizzato).


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Collio 2011 – Edi Keber

Azienda Agricola EDI KEBER – Zegla 17, 34171 Cormons (GO) – Tel: 0481-61184 Fax: 0481-61184

Edi Keber con il figlio Kristian dopo anni di ottime soddisfazioni producendo Tocai, andando contro corrente ha scelto negli ultimi anni di produrre un unico vino bianco che identifichi in maniera inequivocabile  il territorio, del COLLIO.

Il COLLIO è un vino formato dalle tre varietà autoctone del TOCAI FRIULANO FRIULANO (che da struttura e tipicità essendone la componente maggiore), dalla MALVASIA ISTRIANA (che arricchisce con spezie ed aromi) e dalla RIBOLLA GIALLA (con il suo apporto di acidità), che vengono fatte fermentare ed affinare in vasche di cemento.

L’azienda produce circa 50.000 bottiglie di cui 3.000 di Merlot Riserva, e circa un migliaio di Magnum di Collio Riserva che viene prodotto nelle migliori annate.

EdiKeber-1Nonostante sia stato un anno difficile causa grandine , questo Collio 2011 si presenta così:

Colore  giallo paglierino vivace ma con qualche riflesso verdolino , naso di buona ampiezza aromatica, fruttato con sentori di frutta bianca, mandorla, sentori di fiori bianchi come la magnolia e note di erbe aromatiche come timo.

Al palato è fresco, minerale, pieno di buona struttura, la presenza del Friulano come vino di maggiore percentuale è ben percepibile.

Il finale é minerale, persistente e di buona personalità.

Prezzo della bottiglia circa 12 Euro

COLLIO
Crediamo nella terra e nei suoi valori;
guardiamo avanti, senza per questo
dimenticare quella filosofia di vita
che i nostri vecchi ci hanno tramandato,
nei racconti della sera, nella stalla,
nel bosco, nella vigna.
Rispettiamo l’ambiente che ci ospita
e questo territorio di frontiera,
così ricco di storia;
amiamo queste colline
dolci e difficili al contempo ma che,
se sai prendere come si deve,
ti restituiscono dignità e ti gratificano,
con la qualità della vita.
Edi Keber


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Degustazione “Grandi Rossi” Onav

Ieri degustazione guidata di 10 vini rossi in Onav Bologna, ospite della serata Arnaldo Rossi.

Joseph Drouhin LAFORET PINOT NOIR 2009 (Azienda biodinamica storica della Borgogna)
Agricola Querciabella – QUERCIABELLA 2005 (Chianti Classico DOCG)

Arnaldo Rossi – DODO 2008
Silvio Nardi  – BRUNELLO DI MONTALCINO 2005
Castello ColleMassari – COLLEMASSARI 2006
Montevetrano – MONTEVETRANO 2009
Argiolas – TURRIGA 2006
Tenuta San LeonardoSAN LEONARDO 2006
Borgogno – BAROLO RISERVA CANNUBI 2005

Mastroberardino – TAURASI NATURALIS HISTORIA 1999

 

I vini che più mi sono piaciuti sono:
NATURALIS HISTORIA TAURASI 1999 dell’ Azienda Mastroberardino, ancora un bambino incredibile.

DODO 2008 Sangiovese IGT Toscana, un vino biologico ottenuto dalla seconda vendemmia di Arnaldo Rossi, dalla quale ha ottenuto 348 bottiglie da 1 litro e qualche magnum.

MONTEVETRANO 2009 dell’ Azienda Agricola Montevetrano di Silvia Imparato (circa 5 ettari), fatto da uve Cabernet Sauvignon, Merlot, Aglianico, uvaggio che non amo particolarmente ma il vino è tecnicamente fatto bene, l’enologo di questa cantina è Riccardo Cotarella.


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Domenica a pranzo con amici di vecchia data

Era da tempo che volevo vedermi con i miei amici, Lino e Sara vivono a Padova , Francesco e Cristiana a Reggio Emilia, io ed Ophelia viviamo a Bologna, quindi non è facile organizzarsi, un pò per la distanza un pò per gli impegni di tutti, non ultimi gli impegni dei nostri figli.
Ma eccoci quà a trascorrere una Domenica insieme con le nostre famiglie a casa nostra.
Sul cibo non ho dubbi, ma con il vino? I vini che piacciono a me, quasi sicuramente non piaceranno anche ai miei amici, ormai questo è un dato di fatto sperimentato nel tempo. Quindi cosa fare?
Idea! Apriamo uno spumante di quelli morbidi ma non troppo, FRANCIACORTA PALAZZO LANA 2004 SATEN MILLESIMATO di Guido Berlucchi, fa al caso nostro.

Il primo vino ha avuto successo non avevo dubbi, ma come secondo vino?
Decido di aprire un vino che piace a me, lo SYRAH 2008 di Sfefano Amerighi, ne ho proprio voglia!
E’ un “vino naturale” chi sa??? Del resto però è un vino che é fatto bene con naso pulito senza “difetti” .
Infatti è piaciuto moltissimo a tutti! La cosa mi rende felicissimo.
Come ultimo vino c’è richiesta di una Barbera, vino un pò difficile dalla spiccata acidità, cerchiamo quindi di mediare con una Barbera non estrema ma di più facile beva, optiamo quindi per una BARBERA D’ALBA DOC TORRIGLIONE 2010 di Renato Ratti.
La sequenza dell’ultimo vino come prevedibile non è delle migliori, pazienza!

… è sempre bello invece rivedere gli amici di vecchia data!
Sorpresa della giornata è lo splendido regalo che ho ricevuto da Francesco, che non avevo ancora visto, avevo solo il ricordo della voce quando è entrato in casa, “ti ho portato un Barbaresco lo poggio sulla cantinetta”. Il Barbaresco era il Rabaja 2005 del GRANDE Bruno Giacosa 🙂

… UUUMMM di enoappassionati a tavola forse eravamo in due! 😉


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Feldmarschall von Fenner 2009 – Tiefenbrunner

TIEFENBRUNNER – Schlosskellerei Turmhof – Via Castello 4 – Niclara 39040 Cortaccia (BZ) Alto Adige / Sudtirolo – Tel. +39 0471 880122 – Fax +39 0471 880433

Il Muller Thurgau non è certo tra i miei vitigni preferiti, ma ricordo che mi avevano affascinato in A.I.S. i racconti di Fabrizio, esperto di Trentino-Alto Adige, che raccontava dell’altopiano di Favogna nel Comune di Magrè provincia di Bolzano, situato a circa 1000 metri di altitudine dove questo vitigno dà il meglio di se.
Detto fatto, ho acquistato un paio di bottiglie di Feldmarschall von Fenner 2009 della Cantina Tiefenbrunner per farmi un idea.

Che bella sorpresa questo vino! La bottiglia ha il tappo a vite Stelvin lux, il colore é giallo paglierino con riflessi verdolini, bouquet al quanto variegato con note di frutta a polpa bianca come la pesca, fiori bianchi come gelsomino e a seguire erbe aromatiche come la salvia. Assaggiandolo è di buona acidità e sapidità, secco, caldo, abbastanza morbido con buona persistenza gustativa e piacevoli ritorni di sentori minerali. Grande bevibilità!
Il prezzo non lo ricordo più ma penso di circa 17 Euro.
Per l’abbinamneto con il cibo la “Tempura di gamberi con salsa piccante” proposta dal Ristorante Eggentaler é strepitosa, Fabrizio docet!